Almeno due persone sono state uccise nelle ultime ore in seguito a nuovi attacchi russi sul territorio ucraino, hanno reso noto le autorità locali, mentre a Kryvyi Rih si intensificano i soccorsi dopo il bombardamento in due ondate di un grande centro commerciale nel giorno precedente.

Secondo i bilanci forniti dalle amministrazioni regionali, uno dei decessi è avvenuto in un incendio in un magazzino nel distretto di Darnytskyi a Kyiv, dove le sirene avevano segnalato un allarme per il possibile lancio di un missile balistico. Un altro uomo è rimasto ucciso in un attacco con drone nella regione di Zaporizhzhia, che ha fatto anche diversi feriti.

Le nuove vittime si sommano al drammatico episodio di venerdì a Kryvyi Rih, città natale del presidente Volodymyr Zelensky, dove un centro commerciale è stato colpito da quello che le autorità locali hanno definito un attacco «in due ondate». Il secondo impatto ha colpito il sito già in fiamme, colpendo personale di soccorso e clienti presenti all’interno.

Il capo della regione di Dnipropetrovsk, Oleksandr Hanzha, ha aggiornato il bilancio a 16 morti dopo che i soccorritori hanno recuperato un altro corpo tra le macerie; il numero dei feriti supera le 130 persone, tra cui 23 bambini. Hanzha ha inoltre riferito che risultano ancora disperse nove persone, due delle quali minorenni.

Il sindaco di Kryvyi Rih, Oleksandr Vilkul, ha denunciato la bassa quota dei droni al momento dell’attacco e ha definito gli autori dell’azione una «brutalità» verso la popolazione civile, mentre gruppi di ricerca provenienti da altre quattro regioni sono stati inviati sul posto per aumentare le capacità di soccorso e recupero.

Immagini diffuse e verificate dalle redazioni internazionali mostrano la devastazione provocata dalla seconda ondata sul centro commerciale, con colonne di fumo e squadre di emergenza impegnate nello spegnimento e nel recupero di vittime. Le autorità locali hanno fatto sapere che diverse persone risultano intrappolate e che il numero dei morti potrebbe aumentare al proseguire delle operazioni.

La Russia non ha rilasciato dichiarazioni immediate sull’attacco a Kryvyi Rih. Tuttavia il ministero della Difesa russo ha rivendicato, in un comunicato citato da agenzie internazionali, l’avvio di «colpi massicci» contro infrastrutture di trasporto e depositi, sostenendo di aver preso di mira obiettivi logistici. Le autorità ucraine e osservatori esterni considerano attacchi contro obiettivi civili come parte dell’ondata di bombardamenti che ha colpito varie regioni del Paese.

La nuova escalation segue una sequenza di attacchi in giorni recenti: nella sola giornata di venerdì, oltre al centro commerciale, si sono registrati attacchi che hanno causato vittime anche nelle regioni meridionali e orientali. Le autorità di Mykolaiv hanno parlato di quattro morti, tra cui tre bambini; nella regione di Kharkiv sono state segnalate altre due vittime; mentre nella capitale, la grande ondata di missili e droni di giovedì aveva già provocato un numero elevato di vittime e feriti.

Fonti ufficiali ucraine hanno inoltre reso noto che forze di Kiev hanno intensificato alcune operazioni offensive su obiettivi militari ed economici all’interno della Russia, citando attacchi a un impianto petrolchimico e a un aeroporto militare come ritorsione strategica. Questi raid transfrontalieri, motivati da Kiev come colpi a infrastrutture che contribuiscono allo sforzo bellico russo, hanno ampliato la portata dei combattimenti oltre i confini convenzionali dei fronti.

Il quadro operativo rimane segnato dalla continuità dell’offensiva russa iniziata su vasta scala nel febbraio 2022, che ha portato Mosca a controllare parti significative del sud-est ucraino. Gli attacchi di questi giorni si inseriscono in una dinamica di bombardamenti intermittenti e spesso indiscriminati che colpiscono centri urbani e infrastrutture civili.

Le conseguenze immediate dell’ultimo attacco al centro commerciale sono evidenti: oltre alla perdita di vite e al numero elevato di feriti, numerose famiglie si trovano senza notizie di parenti, mentre le strutture ospedaliere della regione sono sotto pressione per accogliere i feriti. I servizi di psicologi specialisti sono stati mobilitati per assistere i sopravvissuti e i soccorritori, che affrontano scene di distruzione e vittime tra i civili.

Restano punti non chiariti: le autorità ucraine continuano le indagini per stabilire con esattezza la dinamica e la natura dei dispositivi impiegati nei diversi attacchi, mentre la mancanza di una conferma diretta da parte del comando militare russo sui singoli episodi complica l’attribuzione completa degli eventi. Le autorità locali hanno comunque raccolto e diffuso testimoni e filmati che stanno contribuendo alla ricostruzione.

La comunità internazionale segue con preoccupazione l’aggravarsi dell’escalation. Reazioni ufficiali e condanne degli attacchi a obiettivi civili erano già arrivate da varie capitali nella giornata precedente; nuovi episodi di violenza come quelli delle ultime ore aumentano la pressione diplomatica su Mosca e intensificano l’appello per maggior sostegno umanitario e di difesa verso Kiev.

Nel frattempo le operazioni di soccorso proseguono nelle aree colpite, con i vigili del fuoco, i servizi sanitari e le squadre specializzate impegnati nel recupero dei dispersi e nell’assistenza ai feriti. L’allerta resta alta nelle regioni dove le sirene di attacco aereo e le segnalazioni di droni continuano a suonare, alimentando la paura quotidiana delle popolazioni civili coinvolte dal conflitto.