Un giudice federale ha bloccato l’iniziativa del Pentagono che aveva di fatto escluso Anthropic, uno dei principali laboratori privati di intelligenza artificiale, dai contratti con il governo degli Stati Uniti. La decisione è arrivata giovedì da parte della giudice distrettuale Rita Lin, che ha annullato la designazione del 27 febbraio con cui il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva definito Anthropic un "supply‑chain risk" — un rischio per la catena di approvvigionamento — e aveva reso la società ineleggibile per commesse federali.

Nella sentenza di 59 pagine Lin ha motivato la sua decisione sostenendo che le misure imposte erano "arbitrary, capricious, an abuse of discretion, and otherwise not in accordance with law"; la giudice ha inoltre ritenuto che la designazione costituisse una forma di ritorsione incostituzionale. Il provvedimento ha altresì annullato una misura aggiuntiva che impediva a prestatore di servizi o fornitori del Dipartimento della Difesa di trattare con Anthropic.

La cancellazione della designazione comporta anche la rimozione di altre sanzioni analoghe imposte da nove agenzie federali, fra cui il Pentagono, il Dipartimento del Tesoro, il Dipartimento di Stato e il Dipartimento della Sicurezza Nazionale, secondo quanto riportato da una ricostruzione del caso disponibile su Wired. Queste restrizioni erano state legate alla stessa valutazione di rischio della supply chain.

La vicenda trae origine da una trattativa naufragata fra il Pentagono e Anthropic su un contratto da circa 200 milioni di dollari per l’impiego dei modelli di IA Claude in applicazioni militari. Il dissenso si è inasprito dopo resoconti secondo cui versioni di Claude sarebbero state utilizzate nell’operazione che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro — episodio che, secondo la ricostruzione, avrebbe innescato preoccupazioni interne e segnalazioni da parte di personale di società terze come Palantir.

Anthropic, dalla sua, aveva posto limiti d’uso ai propri modelli: la società si era opposta esplicitamente all’impiego delle sue tecnologie per armi autonome letali e per sistemi di sorveglianza di massa. Hegseth invece aveva sostenuto che un appaltatore non poteva imporre vincoli al modo in cui la tecnologia sarebbe stata usata una volta distribuita, dichiarando che il contratto avrebbe consentito "tutti gli usi leciti".

Quando le trattative si sono interrotte, la dichiarazione di rischio della supply chain è stata interpretata da molti osservatori come una mossa punitiva — lettura che ora riceve sostegno dalla motivazione della giudice Lin, la quale ha scritto che, pur lasciando al Dipartimento della Difesa la libertà di scegliere i fornitori di IA, le misure così imposte a Anthropic erano illegali e infondate.

Lin ha aggiunto nella sentenza che, contrariamente all’ipotesi di un sabotaggio intenzionale del fornitore, vi sono prove che il governo stava contemporaneamente dialogando con Anthropic su collaborazioni relative a nuovi modelli, e ha citato in particolare i colloqui sul modello denominato Mythos. "Niente di tutto questo è coerente con il timore genuino che Anthropic sia un sabotatore che avvelenerebbe il proprio software per danneggiare la sicurezza nazionale", ha scritto la giudice, secondo la ricostruzione stampa.

La sentenza non costringe il Pentagono a impiegare i modelli di Anthropic: la decisione giudiziaria elimina gli ostacoli amministrativi creati dalla designazione, ma lascia intatta la discrezionalità del Dipartimento della Difesa nella scelta delle tecnologie e dei fornitori. Un portavoce del Pentagono non era immediatamente reperibile per commenti, e il Dipartimento è atteso ricorra in appello, secondo quanto riferito dalle fonti.

Anthropic ha accolto con favore la decisione. In una dichiarazione citata dalla stampa, la portavoce Danielle Cohen ha affermato: "Accogliamo favorevolmente la sentenza del tribunale che riconosce l’illegalità di questa designazione legata alla supply chain. Rimaniamo concentrati nel collaborare in modo produttivo con il governo per mettere l’intelligenza artificiale al servizio della nostra sicurezza nazionale".

Sul piano legale, Anthropic aveva presentato due cause: una in un tribunale distrettuale della California, ora conclusa positivamente per la società, e un’altra presso la Corte d’Appello federale per il Distretto di Columbia, che rimane pendente. Le azioni legali contestano la decisione del Pentagono anche sul piano costituzionale, sostenendo violazioni del Primo e del Quinto emendamento legate a presunti motivi ideologici e a procedimenti amministrativi irregolari.

Al di là del caso giudiziario, la vicenda solleva questioni concrete e più ampie sulla governance delle tecnologie di IA: come bilanciare le preoccupazioni di sicurezza nazionale con i diritti contrattuali e le condizioni poste dai fornitori tecnologici; quale grado di controllo il governo può legittimamente esigere su sistemi costruiti e aggiornati da aziende private; e fino a che punto decisioni amministrative basate su valutazioni di rischio possano essere utilizzate per influenzare le scelte di mercato.

Resta inoltre incerto l’impatto pratico della sentenza sul mercato dei modelli di IA e sugli appalti federali: sebbene Anthropic riacquisisca la possibilità di concorrere per contratti, le tensioni politiche e le valutazioni di rischio sottostanti potrebbero continuare a orientare le scelte di acquisto delle agenzie. Il procedimento d’appello e il fascicolo ancora aperto al tribunale di Washington saranno i prossimi elementi da osservare per capire se la pronuncia della giudice Lin farà da precedente vincolante o verrà ribaltata nelle corti superiori.